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Quantificazione TFS per cessione ordinaria e agevolata: le differenze #adessonews

Il prestito per l’anticipo del TFS/TFR richiede la presentazione della quantificazione TFS. Un documento rilasciato dall’ente previdenziale o dal datore di lavoro che ricopre il ruolo di ente erogatore del Trattamento di Fine Servizio. 

Nella maggior parte dei casi, la trasmissione del certificato di quantificazione è a carico dell’Inps. E a tal proposito è fondamentale chiarire che l’Istituto presenta due tipologie di quantificazione:

  • Quantificazione Trattamento di Fine Servizio per la cessione ordinaria, da inoltrare alla banca qualora si intenda ottenere l’anticipo dell’indennità senza limiti di importo, a un tasso di interesse di mercato. 
  • Quantificazione TFS Inps per cessione agevolata con importo massimo di 45.000 euro e tasso stabilito dall’Accordo Quadro stipulato tra il Ministero delle Finanze, quello della Pubblica Amministrazione, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e l’ABI. Il prestito di anticipo a tasso agevolato viene concesso solo dalle banche che hanno aderito alla convenzione.

Al momento della richiesta è fondamentale quindi aver ben chiaro quale tipo di anticipo TFS si intende ottenere. Per scegliere il finanziamento giusto vanno tenute a mente numerose variabili, dall’assenza di limiti di importo per l’anticipo a tasso ordinario al risparmio derivante dall’applicazione di un tasso agevolato. Senza dimenticare l’impossibilità di accedere alla cessione a tasso agevolato per chi ha avuto segnalazioni. Solo per fare qualche esempio.

L’analisi e il confronto delle due opzioni non sono operazioni banali, conviene quindi affidarsi alla professionalità di un consulente del credito. Con il supporto di un esperto di TFS/TFR diventa più semplice individuare il prodotto che meglio risponde alle proprie esigenze.

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Come riconoscere la giusta certificazione Inps TFS 

Come già accennato, al momento della richiesta è fondamentale che il pensionato distingua tra la quantificazione TFS Inps per cessione ordinaria e quella per cessione a tasso agevolato. Altrimenti c’è il rischio di richiedere la certificazione sbagliata, con il solo risultato di dover ripetere la procedura. E per la trasmissione della certificazione, l’Inps ha a disposizione per legge 90 giorni, quindi le tempistiche potrebbero estendersi notevolmente.

Come avere allora la certezza di selezionare il documento giusto al momento della richiesta? Una volta effettuato l’accesso all’area riservata del sito Inps, il lavoratore individua la scheda di prestazione denominata Domanda di quantificazione dell’anticipo finanziario TFS/TFR.

Dopo aver scelto il servizio per la richiesta online, ed essere stato reindirizzato al Nuovo Portale TFR Dipendenti Pubblici “1 Click”, il dipendente pubblico che accede alla pensione seleziona il documento giusto. Il riferimento per avere la sicurezza di fare la scelta giusta è quello normativo, che viene sempre specificato dall’Inps al momento della domanda di quantificazione del TFS ai fini della cessione.

In particolare:

  • La certificazione Inps quantificazione TFS per la cessione ordinaria è trasmessa dall’Inps ai sensi del DPR 180/1950.
  • La quantificazione Inps per cessione agevolata invece fa riferimento al DL 4/2019.

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