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BALSAMO MILENA – sezione tributaria e sesta tributaria #adessonews

C. (FURITANO MARCELLO) contro C. (CARULLO ANTONIO)

Cassa e decide nel merito, COMM.TRIB.REG. BOLOGNA, 28/06/2016

181340 TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) – TRIBUTI LOCALI POSTERIORI ALLA RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972 Imposta comunale sugli immobili (ICI) – Consorzi di bonifica – Beni demaniali nella loro disponibilità per l’espletamento delle attività istituzionali – Assoggettabilità all’imposta – Fondamento.

In tema di imposta comunale sugli immobili, i beni demaniali nella disponibilità dei consorzi di bonifica per l’espletamento della loro attività istituzionale sono assoggettati all’imposta, ai sensi dell’art. 3 del d.lgs. n. 504 del 1992, non trattandosi di mera detenzione, ma di possesso qualificato di beni che gli sono affidati in uso per legge, in qualità di soggetti obbligati alla esecuzione, manutenzione ed esercizio delle opere realizzate per finalità di bonifica e di preservazione idraulica.

Riferimenti normativi: Decreto Legisl. 30/12/1992 num. 504 art. 3 CORTE COST.

Massime precedenti Conformi: N. 19053 del 2014 Rv. 632450 – 01

Presidente: VIRGILIO BIAGIO. Estensore: ANTEZZA FABIO. Relatore: ANTEZZA FABIO.

A. (AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO .) contro C.

Rigetta, COMM.TRIB.REG.SEZ.DIST. SALERNO, 08/05/2013

177322 TRIBUTI (IN GENERALE) – “SOLVE ET REPETE” – CONTENZIOSO TRIBUTARIO (DISCIPLINA POSTERIORE ALLA RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) – PROCEDIMENTO – DISPOSIZIONI COMUNI AI VARI GRADI DEL PROCEDIMENTO – RAPPRESENTANZA E DIFESA DEL CONTRIBUENTE – IN GENERE Notifica a mezzo posta – Deposito di copia del ricorso nella segreteria della commissione tributaria – Attestazione di conformità all’originale – Mancanza – Potere del giudice di controllare l’effettiva difformità – Sussistenza – Contumacia del resistente o dell’appellato – Esclusione – Conseguenze – Inammissibilità del ricorso.

In tema di contenzioso tributario, l’art. 22, comma 3, del d.lgs. n. 546 del 1992 – richiamato, per il giudizio d’appello, dal successivo art. 53 – va interpretato nel senso che costituisce causa di inammissibilità del ricorso o dell’appello non la mancanza di attestazione, da parte del ricorrente, della conformità tra l’atto depositato e quello notificato ma solo la loro effettiva difformità, accertabile d’ufficio in caso di omissione dell’attestazione. Tuttavia, se la controparte è rimasta contumace, la mancata attestazione della conformità costituisce, di per sé, causa di inammissibilità, non essendo questa onerata dell’accesso presso la segreteria della commissione tributaria per verificare l’eventuale difformità tra l’atto a lei notificato e quello depositato, trattandosi di attività difensiva che presuppone, comunque, già sorto un interesse concreto a contraddire.

Riferimenti normativi: Decreto Legisl. 31/12/1992 num. 546 art. 22 com. 3 CORTE COST., Decreto Legisl. 31/12/1992 num. 546 art. 53 CORTE COST.

Massime precedenti Conformi: N. 11637 del 2017 Rv. 644122 – 01 Massime precedenti Vedi: N. 6677 del 2017 Rv. 643462 – 01

Sez. 5 – , Sentenza n. 11325 del 07/04/2022 (Rv. 664292 – 01)

Presidente: VIRGILIO BIAGIO. Estensore: TRISCARI GIANCARLO. Relatore:

TRISCARI GIANCARLO. P.M. BASILE TOMMASO. (Conf.)

A. (AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO .) contro E. (CORDEIRO GUERRA ROBERTO) Cassa con rinvio, COMM.TRIB.REG. FIRENZE, 13/01/2017

177293 TRIBUTI (IN GENERALE) – “SOLVE ET REPETE” – CONTENZIOSO TRIBUTARIO (DISCIPLINA POSTERIORE ALLA RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) – PROCEDIMENTO – IN GENERE Avviso di recupero del credito di imposta illegittimamente compensato – Avviso di accertamento – Assimilabilità – Conseguenze in tema di proroga dei termini di decadenza.

In tema di contenzioso tributario, l’avviso di recupero del credito d’imposta indebitamente compensato costituisce manifestazione della volontà impositiva da parte dello Stato al pari degli avvisi di accertamento o di liquidazione, sicché, anche in tale ipotesi, deve ritenersi applicabile la proroga dei termini di decadenza prevista dall’art. 57 del d.P.R. n. 633 del 1972 e dall’art. 43 del d.P.R. n. 600 del 1973.

Riferimenti normativi: Legge 30/12/2004 num. 311 art. 1 com. 17 CORTE COST., Legge 30/12/2004 num. 311 art. 1 com. 421 CORTE COST., Decreto Legisl. 02/09/1997 num. 313 art.

10, Decreto Legge 29/11/2008 num. 185 art. 27 com. 16, Decreto Legge 29/11/2008 num.

185 art. 27 com. 7, DPR 29/09/1973 num. 600 art. 43 CORTE COST., DPR 26/10/1972 num.

633 art. 57 CORTE COST.

Sez. 5 – , Sentenza n. 11270 del 07/04/2022 (Rv. 664340 – 01)

Presidente: VIRGILIO BIAGIO. Estensore: TRISCARI GIANCARLO. Relatore:

TRISCARI GIANCARLO. P.M. BASILE TOMMASO. (Diff.)

A. (AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO .) contro E. (CORDEIRO GUERRA ROBERTO) Cassa e decide nel merito, COMM.TRIB.REG. FIRENZE, 25/03/2014

279438 TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI (RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) – IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.) – OBBLIGHI DEI CONTRIBUENTI – PAGAMENTO DELL’IMPOSTA – RIMBORSI Eccedenze compensabili – Dichiarazione di cui all’art. 8, comma 3, del d.P.R.

14/10/1999, n. 542 – Natura – Omessa presentazione – Conseguenze.

In tema di IVA, la dichiarazione di cui all’art. 8, comma 3, del d.P.R. n. 542 del 1999, integra, sin dal momento della sua introduzione e prima ancora della previsione di uno specifico termine per il suo espletamento, un presupposto della compensazione, per cui, pur non escludendo, in presenza delle altre condizioni, l’esistenza del credito IVA, suscettibile di rimborso, e non determinando conseguentemente il suo recupero da parte dell’Amministrazione finanziaria, giustifica l’applicazione della sanzione di cui all’art. 13, commi 1 e 2, del d.lgs. n. 471 del 1997.

Riferimenti normativi: Decreto Legisl. 18/12/1997 num. 471 art. 13 CORTE COST., DPR 14/10/1999 num. 542 art. 8

Massime precedenti Vedi: N. 28938 del 2020 Rv. 659970 – 02

Sez. 5 – , Ordinanza n. 11282 del 07/04/2022 (Rv. 664290 – 01)

Presidente: CHINDEMI DOMENICO. Estensore: LO SARDO GIUSEPPE. Relatore: LO SARDO GIUSEPPE.

A. (AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO .) contro U.

Rigetta, COMM.TRIB.REG. BOLOGNA, 18/10/2018

177515 TRIBUTI (IN GENERALE) – “SOLVE ET REPETE” – DISCIPLINA DELLE AGEVOLAZIONI TRIBUTARIE (RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) – AGEVOLAZIONI VARIE – IN GENERE Benefici a favore della persona fisica con qualifica di coltivatore diretto – Iscrizione alla gestione previdenziale ed assistenziale prevista per l’agricoltura – Estensione alle società agricole di persone – Requisito in capo al socio che comunichi la qualità di imprenditore agricolo professionale – Necessità – Fondamento.

In tema di agevolazioni tributarie relative all’imposizione indiretta, i benefici fiscali previsti per l’imprenditore agricolo professionale (IAP), ove risulti iscritto alla gestione previdenziale ed assistenziale per l’agricoltura, sono concessi anche alle società agricole ex art. 1, comma 3, del d.lgs. n. 99 del 2004, purchè detto requisito sussista in capo al socio che comunichi alla società la qualifica di imprenditore agricolo professionale (nella società in accomandita semplice il socio accomandatario), atteso che solo in tal modo si attua l’equiparazione tra IAP-persona fisica e IAP-società richiesta dalla legge come presupposto del riconoscimento ad entrambi i soggetti delle medesime agevolazioni fiscali.

Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2135, Decreto Legisl. 29/03/2004 num. 99 art. 1 com. 3 lett. A, Legge 31/01/1994 num. 97 art. 5 bis

Sez. 5 – , Ordinanza n. 11286 del 07/04/2022 (Rv. 664349 – 01)

Presidente: CHINDEMI DOMENICO. Estensore: DE MASI ORONZO. Relatore: DE MASI ORONZO.

C. (CASERTA GAETANO) contro A.

Cassa con rinvio, COMM.TRIB.REG. NAPOLI, 05/07/2019

177293 TRIBUTI (IN GENERALE) – “SOLVE ET REPETE” – CONTENZIOSO TRIBUTARIO (DISCIPLINA POSTERIORE ALLA RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) – PROCEDIMENTO – IN GENERE Spese processuali – Giudizio di ottemperanza per la riscossione – Presupposti – Successivo adempimento spontaneo dell’Amministrazione – Ammissibilità – Condizioni – Conseguenze.

In tema di spese di lite nel processo tributario, se il pagamento in favore del contribuente, o del difensore antistatario, non è eseguito spontaneamente dall’Amministrazione nel termine di novanta giorni dalla notifica della sentenza, ai sensi dell’art. 38 del d.lgs. n. 546 del 1992, le somme dovute a tale titolo possono essere richieste con il giudizio di ottemperanza, senza necessità di formale costituzione in mora e senza dover attendere il passaggio in giudicato della sentenza che ha dato luogo al titolo di pagamento; pur restando nella facoltà dell’Amministrazione procedere all’adempimento spontaneo sino a che il provvedimento attuativo non sia stato emesso, la tardività dell’adempimento può incidere sulla regolamentazione delle spese del relativo processo.

Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 281, Decreto Legisl. 31/12/1992 num. 546 art. 69, Decreto Legisl. 31/12/1992 num. 546 art. 70 CORTE COST.

Sez. 5 – , Sentenza n. 11324 del 07/04/2022 (Rv. 664291 – 01)

Presidente: VIRGILIO BIAGIO. Estensore: TRISCARI GIANCARLO. Relatore:

TRISCARI GIANCARLO. P.M. BASILE TOMMASO. (Conf.)

A. (AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO .) contro C. (MOCCI MAURO) Rigetta, COMM.TRIB.REG. ROMA, 01/07/2015

178518 TRIBUTI ERARIALI DIRETTI – IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE GIURIDICHE (I.R.P.E.G.) (TRIBUTI POSTERIORI ALLA RIFORMA DEL 1972) – BASE IMPONIBILE – REDDITO COMPLESSIVO – DETRAZIONI Contratto di sponsorizzazione – Deducibilità – Inerenza – Condizioni.

279414 TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI (RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) – IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.) – DETERMINAZIONE DELL’IMPOSTA – DETRAZIONI In genere.

In tema di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, l’inerenza dei costi di sponsorizzazione rispetto all’attività di impresa va intesa in senso qualitativo, come potenziale e indiretto beneficio per l’attività imprenditoriale, e non in senso meramente quantitativo, come utilità, concreto vantaggio o futuro incremento della stessa.

Riferimenti normativi: DPR 26/10/1972 num. 633 art. 19 CORTE COST., DPR 22/12/1986 num.

917 art. 109

Massime precedenti Vedi: N. 27786 del 2018 Rv. 651406 – 01, N. 21131 del 2018 Rv. 649942 – 01

Sez. 5 – , Sentenza n. 11270 del 07/04/2022 (Rv. 664340 – 02)

Presidente: VIRGILIO BIAGIO. Estensore: TRISCARI GIANCARLO. Relatore:

TRISCARI GIANCARLO. P.M. BASILE TOMMASO. (Diff.)

A. (AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO .) contro E. (CORDEIRO GUERRA ROBERTO) Cassa e decide nel merito, COMM.TRIB.REG. FIRENZE, 25/03/2014

279438 TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI (RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) – IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.) – OBBLIGHI DEI CONTRIBUENTI – PAGAMENTO DELL’IMPOSTA – RIMBORSI Rimborso del credito ex art. 38-bis del d.P.R. n. 633 del 1972 – Dichiarazione ex art.

8, comma 3, del d.P.R. n. 542 del 1999 – Contenuto – Requisito essenziale per la compensazione – Sussistenza – Violazione – Conseguenze – Fondamento.

In tema di IVA, la dichiarazione di cui all’art. 8, comma 3, del d.P.R. n. 542 del 1999, contenente i dati richiesti per l’istanza di rimborso, fin dal momento della sua introduzione e prima ancora della previsione di uno specifico termine per il suo espletamento, integra un presupposto della compensazione, sicché, pur non escludendo, in presenza delle altre condizioni, l’esistenza di un credito d’IVA suscettibile comunque di rimborso e non determinando conseguentemente il suo recupero da parte dell’amministrazione finanziaria, la sua omissione giustifica l’applicazione della sanzione di cui all’art. 13, commi 1 e 2, del d.lgs. n. 471 del 1997, in quanto strumentale a controlli di tipo sostanziale.

Riferimenti normativi: Decreto Legisl. 18/12/1997 num. 471 art. 13 CORTE COST., DPR 14/10/1999 num. 542 art. 8, DPR 26/10/1972 num. 633 art. 38 bis CORTE COST., DPR 16/04/2003 num. 126

Massime precedenti Conformi: N. 33102 del 2019 Rv. 656373 – 01 Massime precedenti Vedi: N. 28938 del 2020 Rv. 659970 – 02

Sez. 5 – , Ordinanza n. 11283 del 07/04/2022 (Rv. 664341 – 01)

Presidente: CHINDEMI DOMENICO. Estensore: DE MASI ORONZO. Relatore: DE MASI ORONZO.

B. (ESCALAR GABRIELE) contro A. (AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO .) Rigetta, COMM.TRIB.REG. MILANO, 17/09/2018

279120 TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI (RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) – IMPOSTA DI REGISTRO – APPLICAZIONE DELL’IMPOSTA – SENTENZE E PROVVEDIMENTI GIUDIZIARI Avviso di liquidazione – Motivazione “per relationem” ad atto non allegato ma agevolmente conoscibile dal contribuente – Sufficienza – Condizioni.

In tema di imposta di registro su atti giudiziari, l’obbligo di motivazione dell’avviso di liquidazione, gravante sull’Amministrazione, è assolto con l’indicazione della data e del numero della sentenza civile o del decreto ingiuntivo, senza necessità di allegazione dell’atto, purché i riferimenti forniti lo rendano agevolmente individuabile, e conseguentemente conoscibile senza la necessità di un’attività di ricerca complessa, realizzandosi in tal caso un adeguato

131 art. 54 com. 5, Legge 27/07/2000 num. 212 art. 7 CORTE COST., Legge 07/08/1990 num.

241 art. 3 CORTE COST. PENDENTE, Costituzione art. 24, Costituzione art. 97 CORTE COST., Costituzione art. 111

Massime precedenti Vedi: N. 30084 del 2021 Rv. 662820 – 01, N. 593 del 2021 Rv. 660085 – 01

Sez. 5 – , Ordinanza n. 11284 del 07/04/2022 (Rv. 664342 – 01)

Presidente: CHINDEMI DOMENICO. Estensore: DE MASI ORONZO. Relatore: DE MASI ORONZO.

A. (AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO .) contro B. (GIORDANO VITTORIO) Rigetta, COMM.TRIB.REG. PALERMO, 01/03/2019

279120 TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI (RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) – IMPOSTA DI REGISTRO – APPLICAZIONE DELL’IMPOSTA – SENTENZE E PROVVEDIMENTI GIUDIZIARI Imposta di registro – Avviso di liquidazione – Atto giudiziario – Motivazione – Integrazione postuma – Ammissibilità – Esclusione – Ragioni.

In tema di imposta di registro su atti giudiziari, l’avviso di liquidazione deve contenere “ab origine” la chiara esposizione delle ragioni di fatto e di diritto su cui si fonda, con un grado di determinatezza ed intellegibilità che permetta al contribuente l’esercizio non difficoltoso del proprio diritto di difesa, di talché eventuali lacune non possono essere colmate dall’amministrazione finanziaria con una motivazione postuma, resa nel corso del giudizio di impugnazione.

Riferimenti normativi: DPR 26/04/1986 num. 131 art. 37 CORTE COST., DPR 26/04/1986 num.

131 art. 54 com. 5, Legge 27/07/2000 num. 212 art. 7 CORTE COST., Legge 07/08/1990 num.

241 art. 3 CORTE COST. PENDENTE, Costituzione art. 24 Massime precedenti Vedi: N. 26340 del 2021 Rv. 662285 – 01

Sez. 5 – , Sentenza n. 11111 del 06/04/2022 (Rv. 664287 – 01)

Presidente: VIRGILIO BIAGIO. Estensore: PERRINO ANGELINA MARIA. Relatore:

PERRINO ANGELINA MARIA. P.M. LOCATELLI GIUSEPPE. (Conf.)

A. (AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO .) contro E. (LAURITA LONGO LUCIO) Cassa e decide nel merito, COMM.TRIB.REG. VENEZIA, 07/05/2012

177213 TRIBUTI (IN GENERALE) – REPRESSIONE DELLE VIOLAZIONI DELLE LEGGI FINANZIARIE – SANZIONI CIVILI E AMMINISTRATIVE – IN GENERE Accise – Sanzioni di cui al d. lgs. n. 472 del 1997 – Causa di non punibilità – Forza maggiore – Crisi di liquidità – Esclusione.

In tema di sanzioni tributarie, posto che il diritto sanzionatorio ha natura punitiva, la forza maggiore va intesa secondo la sua accezione penalistica, e va quindi riferita ad un avvenimento imponderabile che annulla la signoria del soggetto sui propri comportamenti, elidendo il requisito della coscienza e volontarietà della condotta; ne consegue che non risponde a tale nozione la crisi di liquidità derivante dal reiterato, per quanto grave, inadempimento di pubbliche amministrazioni debitrici, peraltro prevedibile.

Riferimenti normativi: Decreto Legisl. 18/12/1997 num. 472 art. 5, Decreto Legisl. 18/12/1997 num. 472 art. 6 com. 5 CORTE COST., Decreto Legisl. 31/12/1992 num. 546 art. 8, Legge 24/11/1981 num. 689 art. 3

Massime precedenti Vedi: N. 2139 del 2020 Rv. 656818 – 02, N. 39548 del 2021 Rv. 663236 – 01

Sez. 5 – , Sentenza n. 11106 del 06/04/2022 (Rv. 664286 – 01)

Presidente: VIRGILIO BIAGIO. Estensore: MANZON ENRICO. Relatore: MANZON ENRICO. P.M. VITIELLO MAURO. (Diff.)

F. (GIANNELLA FRANCESCA) contro A. (AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO .) Cassa con rinvio, COMM.TRIB.REG. GENOVA, 22/10/2014

279443 TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI (RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) – IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.) – OBBLIGHI DEI CONTRIBUENTI – REGISTRAZIONE DELLE FATTURE – IN GENERE In genere

CONFORME A CASSAZIONE ASN 011927/2021 66125901

Massime precedenti Conformi: N. 11927 del 2021 Rv. 661259 – 01

Sez. 5 – , Sentenza n. 11112 del 06/04/2022 (Rv. 664288 – 01)

Presidente: VIRGILIO BIAGIO. Estensore: PERRINO ANGELINA MARIA. Relatore:

PERRINO ANGELINA MARIA. P.M. LOCATELLI GIUSEPPE. (Conf.) A. (AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO .) contro N. (VOLLI ENZIO) Cassa con rinvio, COMM.TRIB.REG. TRIESTE, 26/09/2012

279493 TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI (RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) – IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (I.V.A.) – TERRITORIALITA’ DELL’IMPOSTA – CESSIONI ALL’ESPORTAZIONE, OPERAZIONI ASSIMILATE, SERVIZI INTERNAZIONALI O CONNESSI Esportazioni al di fuori del territorio dell’UE in regime di non imponibilità – Destinazione di beni all’esportazione – Prova – Contenuto – Documenti di origine “privata” – Inidoneità.

In tema di esportazioni al di fuori del territorio dell’UE in regime di esenzione d’IVA, di cui all’art.

8, comma 1, lett. a), del d.P.R. n. 633 del 1972 (nel testo vigente “ratione temporis”), la destinazione dei beni all’esportazione non può essere provata dal contribuente allegando documentazione di origine privata, quali le fatture o la documentazione bancaria attestante il pagamento, in quanto la normativa doganale richiede a tal fine mezzi di prova certi ed incontrovertibili, quali le attestazioni di pubbliche amministrazioni del paese di destinazione dell’avvenuta presentazione delle merci in dogana, ai sensi dell’art. 346 del d.P.R. n. 43 del 1973, o la vidimazione apposta dall’ufficio doganale sulla fattura, o anche le bolle di accompagnamento, i documenti internazionali di trasporto e gli altri documenti previsti dall’amministrazione finanziaria, purché risulti la vidimazione dell’ufficio doganale comprovante l’uscita della merce dal territorio doganale o quella delle autorità pubbliche dello Stato estero importatore, comprovante l’uscita della merce dal territorio doganale dell’Unione.

Riferimenti normativi: DPR 26/10/1972 num. 633 art. 8 com. 1 lett. A, DPR 26/10/1972 num.

633 art. 9 com. 1, DPR 23/01/1973 num. 43 art. 346

Massime precedenti Conformi: N. 25454 del 2018 Rv. 650716 – 01 Massime precedenti Vedi: N. 3193 del 2015 Rv. 634515 – 01

Sez. 5 – , Sentenza n. 11110 del 06/04/2022 (Rv. 664339 – 01)

Presidente: VIRGILIO BIAGIO. Estensore: MANZON ENRICO. Relatore: MANZON ENRICO. P.M. VITIELLO MAURO. (Conf.)

F. (GIANNELLA FRANCESCA) contro A. (AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO .) Cassa e decide nel merito, COMM.TRIB.REG. GENOVA, 18/02/2015

177003 TRIBUTI (IN GENERALE) – ACCERTAMENTO TRIBUTARIO (NOZIONE) – AVVISO DI ACCERTAMENTO – IN GENERE Verifica fiscale – Termine dilatorio di cui all’art. 12, comma 7, della l. n. 212 del 2000 – Mancato rispetto – Ragioni di urgenza – Scadenza del termine dell’azione accertativa – Irrilevanza – Computo nel termine dell’attività svolta dalla polizia tributaria – Necessità – Ragioni.

In materia di garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, le ragioni di urgenza che, ove sussistenti e provate dall’amministrazione finanziaria, consentono l’inosservanza del termine dilatorio di cui all’art. 12, comma 7, della l. n. 212 del 2000, devono consistere in elementi di fatto che esulano dalla sfera dell’ente impositore e fuoriescono dalla sua diretta responsabilità, sicché non possono in alcun modo essere individuate nell’imminente scadenza del termine decadenziale dell’azione accertativa; poiché la disposizione legislativa ha come destinataria l’amministrazione finanziaria nel suo complesso, intesa come ente impositore, l’agenzia fiscale è comunque responsabile anche dei ritardi imputabili alla Guardia di Finanza, in quanto organo ispettivo collaterale.

Riferimenti normativi: Legge 27/07/2000 num. 212 art. 12 com. 7 CORTE COST.

Massime precedenti Vedi: N. 8749 del 2018 Rv. 647732 – 01

Sez. 5 – , Sentenza n. 10878 del 05/04/2022 (Rv. 664284 – 01)

Presidente: BRUSCHETTA ERNESTINO LUIGI. Estensore: GORI PIERPAOLO.

Relatore: GORI PIERPAOLO. P.M. MUCCI ROBERTO. (Diff.)

S. (CONSOLO CLAUDIO) contro A. (AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO .) Cassa e decide nel merito, COMM.TRIB.REG. BOLOGNA, 21/12/2012

178385 TRIBUTI ERARIALI DIRETTI – ACCERTAMENTO DELLE IMPOSTE SUI REDDITI (TRIBUTI POSTERIORI ALLA RIFORMA DEL 1972) – DICHIARAZIONE ANNUALE – IN GENERE Verifica fiscale IVA – Principio di parità delle armi e del diritto di difesa – Soggetto obbligato alla presentazione della dichiarazione – Società semplice agricola – Modalità di presentazione presso l’Ufficio del registro delle imprese – Legittimità – Ragioni.

In tema di verifica fiscale IVA, ai fini del rispetto dei principi di parità delle armi e del diritto di difesa nel procedimento tributario ex artt. 41 CDFUE e 6 della l. n. 212 del 2000, dal momento che la società semplice agricola può assolvere gli obblighi di presentazione delle dichiarazioni di cui all’art. 35, commi 2 e 3, del d.P.R. n. 633 del 1972, nel testo applicabile “ratione temporis”, anche presso l’ufficio del registro delle imprese, cui è obbligatoriamente iscritta in una sezione speciale ex art. 2, comma 1, del d.P.R. n. 558 del 1999, l’Agenzia è tenuta a fare una ricerca nel registro delle imprese al fine di controllare l’identità attuale del legale rappresentante in presenza del quale effettuare la verifica, salvo delega, ed a cui eventualmente consegnare il processo verbale di constatazione.

Riferimenti normativi: Tratt. Internaz. 07/12/2000 art. 41, Legge 27/07/2000 num. 212 art. 6 CORTE COST., DPR 26/10/1972 num. 633 art. 35 com. 2, DPR 26/10/1972 num. 633 art. 35 com. 3, DPR 14/12/1999 num. 558 art. 2 com. 1

Sez. 5 – , Ordinanza n. 11020 del 05/04/2022 (Rv. 664285 – 01)

Presidente: BRUSCHETTA ERNESTINO LUIGI. Estensore: D’AURIA GIUSEPPE.

Relatore: D’AURIA GIUSEPPE.

A. (AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO .) contro P.

Rigetta, COMM.TRIB.REG. VENEZIA, 25/09/2013

178480 TRIBUTI ERARIALI DIRETTI – IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE (I.R.P.E.F.) (TRIBUTI POSTERIORI ALLA RIFORMA DEL 1972) – REDDITI DI IMPRESA – DETERMINAZIONE DEL REDDITO – DETRAZIONI – COSTI DI ACQUISIZIONE Operazioni soggettivamente inesistenti – Frode carosello – Distinzione tra gli effetti della condotta del contribuente – Deducibilità – Condizioni.

In tema di imposte sui redditi, a norma dell’art. 14, comma 4 bis, della l. n. 537 del 1993, nella formulazione introdotta con l’art. 8, comma 1, del d.l. n. 16 del 2012, conv. dalla l. n. 44 del 2012, l’acquirente dei beni può dedurre i costi relativi ad operazioni soggettivamente inesistenti, non utilizzati direttamente per commettere il reato, anche per l’ipotesi in cui sia consapevole del carattere fraudolento delle operazioni, salvo che si tratti di costi che, a norma del T.U. delle imposte sui redditi approvato con d.P.R. n. 917 del 1986, siano in contrasto con i principi di effettività, inerenza, competenza, certezza, determinatezza o determinabilità.

Riferimenti normativi: DPR 22/12/1986 num. 917 art. 109 com. 1, Legge 24/12/1993 num. 537 art. 14 com. 4 CORTE COST., Decreto Legge 02/03/2012 num. 16 art. 8 CORTE COST., Legge 26/04/2012 num. 44 CORTE COST.

Massime precedenti Conformi: N. 24426 del 2013 Rv. 629420 – 01

Sez. 5 – , Sentenza n. 10875 del 05/04/2022 (Rv. 664337 – 01)

Presidente: BRUSCHETTA ERNESTINO LUIGI. Estensore: GORI PIERPAOLO.

Relatore: GORI PIERPAOLO. P.M. LOCATELLI GIUSEPPE. (Conf.)

N. (VALENSISE CAROLINA) contro A. (AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO .) Cassa con rinvio, COMM.TRIB.REG. MILANO, 31/10/2012

177244 TRIBUTI (IN GENERALE) – “SOLVE ET REPETE” – CONTENZIOSO TRIBUTARIO (DISCIPLINA POSTERIORE ALLA RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) – IN GENERE Valutazione del giudice tributario – Giudizio estimativo – Ammissibilità – Condizioni – Decisione secondo equità – Esclusione.

In tema di contenzioso tributario, la valutazione del giudice tributario si fonda su un giudizio estimativo basato sull’esame del compendio probatorio e del fatto, di cui deve dar conto in motivazione in rapporto al materiale istruttorio, non essendo ammissibile il ricorso alla cd. equità sostitutiva, che attiene al piano delle regole sostanziali utilizzabili in funzione della pronuncia.

Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 113 CORTE COST., Cod. Proc. Civ. art. 115 CORTE COST., Cod. Proc. Civ. art. 116 CORTE COST., Decreto Legisl. 31/12/1992 num. 546 CORTE COST. PENDENTE

Massime precedenti Vedi: N. 25707 del 2015 Rv. 638078 – 01, N. 16960 del 2019 Rv. 654389 – 01

Sez. 5 – , Sentenza n. 10891 del 05/04/2022 (Rv. 664338 – 01)

Presidente: DI IASI CAMILLA. Estensore: RUSSO RITA. Relatore: RUSSO RITA.

A. (AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO .) contro L. (GIGLIO SERENA) Cassa e decide nel merito, COMM.TRIB.REG. ROMA, 09/05/2017

279300 TRIBUTI ERARIALI INDIRETTI (RIFORMA TRIBUTARIA DEL 1972) – IMPOSTA SULLE SUCCESSIONI E DONAZIONI – ALIQUOTE – IMPOSTA SULLE SUCCESSIONI – ACCERTAMENTO, LIQUIDAZIONE E RISCOSSIONE DELL’IMPOSTA – IN GENERE Criteri di deducibilità delle passività – Debiti contratti per l’acquisto di beni o di diritti non compresi nell’attivo ereditario – Deducibilità – Esclusione – Ragioni.

In tema di imposta sulle successioni e donazioni, il regime di non deducibilità dei debiti contratti per l’acquisto di beni o di diritti non compresi nell’attivo ereditario, prevista dall’art. 22, comma 1, del d.lgs. n. 346 del 1990, si estende ai debiti contratti per l’acquisto di quote societarie che, in conseguenza della richiesta di esenzione dell’imposta di successione sul relativo trasferimento, ai sensi dell’art. 3 del medesimo decreto, non possono considerarsi comprese nell’attivo ereditario.

Riferimenti normativi: Decreto Legisl. 31/10/1990 num. 346 art. 9, Decreto Legisl. 31/10/1990 num. 346 art. 22, Decreto Legisl. 31/10/1990 num. 346 art. 3 CORTE COST.

Massime precedenti Vedi: N. 2531 del 2003 Rv. 560585 – 01

Sez. 5 – , Sentenza n. 10903 del 05/04/2022 (Rv. 664296 – 01)

Presidente: CIRILLO ETTORE. Estensore: DI MARZIO PAOLO. Relatore: DI MARZIO PAOLO. P.M. BASILE TOMMASO. (Diff.)

A. (AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO .) contro E. (ROMANO CARLO) Cassa e decide nel merito, COMM.TRIB.REG. ROMA, 18/03/2015

178520 TRIBUTI ERARIALI DIRETTI – IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE GIURIDICHE (I.R.P.E.G.) (TRIBUTI POSTERIORI ALLA RIFORMA DEL 1972) – DETERMINAZIONE – DETRAZIONI – IN GENERE Reddito d’impresa – Determinazione – Società controllante – Mancata produzione di reddito – Aliquota applicabile – Ordinaria e non agevolata – Ragioni.

In tema di determinazione del reddito di impresa, l’ente controllante che risulti in perdita fiscale o privo di redditi propri, e sia quindi sprovvisto di una propria “aliquota media”, non può invocare l’applicazione dell’aliquota minima del 27%, in relazione alla tassazione dei redditi esteri imputati per trasparenza e prodotti da controllata estera, giacchè in tal modo beneficerebbe di un trattamento agevolato non più previsto dopo la novellazione dell’art. 167 del d.P.R. n. 917 del 1986 ad opera dell’art. 1, comma 142, della l. n. 208 del 2015, con conseguente applicazione dell’aliquota ordinaria.

Riferimenti normativi: DPR 22/12/1986 num. 917 art. 167, Decreto Legisl. 18/12/1997 num.

471 art. 1 com. 2, Legge 28/12/2015 num. 208 art. 1 com. 142 CORTE COST.

Massime precedenti Vedi: N. 5154 del 2017 Rv. 643224 – 01

Sez. 5 – , Ordinanza n. 10714 del 04/04/2022 (Rv. 664295 – 01)

Presidente: SORRENTINO FEDERICO. Estensore: NAPOLITANO LUCIO. Relatore:

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